quinta-feira, 24 de junho de 2021

Vista do Porto, Salvador, Bahia, Brasil


 

 



Vista do Porto, Salvador, Bahia, Brasil
Salvador - BA
N. 121
Fotografia - Cartão Postal

Palácio da Aclamação, Avenida Sete, Salvador, Bahia, Brasil


 

Palácio da Aclamação, Avenida Sete, Salvador, Bahia, Brasil
Salvador - BA
Fotografia - Cartão Postal

Propaganda "O Fiat Não Precisa Ocupar Muito Espaço Para Mostrar o Que é Luxo e Performance", Fiat 147 GLS, Fiat, Brasil


 

Propaganda "O Fiat Não Precisa Ocupar Muito Espaço Para Mostrar o Que é Luxo e Performance", Fiat 147 GLS, Fiat, Brasil
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Panorama Parcial da Cidade, Fortaleza, Ceará, Brasil


Panorama Parcial da Cidade, Fortaleza, Ceará, Brasil
Fortaleza - CE
Fotografia - Cartão Postal
 

O Balneário Instalado no Circo Máximo / Villaggio Balneare di Circo Massimo, Roma, Itália

 








O Balneário Instalado no Circo Máximo / Villaggio Balneare di Circo Massimo, Roma, Itália
Roma - Itália
Fotografia


Pochi sanno che a un anno dall’entrata in Guerra, nell’estate 1939, si inaugurò nel cuore di Roma, a ridosso delle rovine del Palatino, un Villaggio Balneare. Si trattava di una struttura enorme, che occupava l’intera area del Circo Massimo, nella quale si poteva fare il bagno in una delle tre piscine, prendere il sole su una delle centinaia di sdraio a disposizione e coltivare la pratica di sport, assistere a spettacoli teatrali e film o anche semplicemente farsi barba e capelli.
Nulla di nuovo sotto il cielo di Roma, dunque, se l’amministrazione odierna ha inteso realizzare uno stabilimento balneare in città, come nel caso di Tiberis. Già nel 1939 ci provò il regime fascista collocando un impianto dove fare il bagno o prendere il sole, proprio tra le rovine dell’antica Roma.
In realtà il Villaggio balneare altri non è che la riconversione di una struttura espositiva nata due anni prima: in vista dell’Eur 42 (Esposizione Universale Roma) dove verranno decentrati gli spazi congressuali ed espositivi di Roma, si riuseranno in funzione popolare vecchie strutture nate proprio per mostre e rassegne internazionali.
E’ il 20 giugno 1937 quando si hanno le prime notizie della presenza di padiglioni e strutture espositive nell’area del Circo Massimo. Quel giorno, infatti, si inaugura la Mostra delle colonie estive e dell’assistenza all’infanzia. Le infrastrutture “leggere”, come definiscono i documenti dell’epoca, sono progettate dagli architetti Adalberto Libera, Mario De Renzi e Giovanni Guerrini.
Va evidenziato che per la realizzazione di quel complesso vengono impegnati i migliori progettisti dell’epoca. Ad Adalberto Libera si deve tra l’altro la progettazione delle Poste di via Marmorata, delle Palazzine Tirrenia di Ostia, del palazzo delle Esposizioni in via Nazionale, del Palazzo dei Congressi dell’Eur, del Villaggio Olimpico, del viadotto di corso Francia e del quartiere di Casal Palocco. Mario De Renzi ha collaborato con Libera per le Poste di via Marmorata, per il palazzo delle Esposizioni e in più ha partecipato alla progettazione di innumerevoli palazzi privati o delle Case Popolari (Garbatella e Ostia Stella Polare). Giovanni Guerrini, infine, è il progettista del palazzo della Civiltà Italiana all’Eur e dei cartoni per i mosaici delle fontane del Palazzo Uffici Eur.
Il 23 giugno 1937, Benito Mussolini inaugurava in quelle strutture la Mostra autarchica del minerale italiano e il successivo 24 novembre la Mostra del Tessile Nazionale. Il 3 agosto 1938 si ha notizia che in uno dei padiglioni di quel complesso del Circo Massimo si svolge un raduno di pugilato tra dilettanti francesi e italiani: vince la squadra Azzurra per 13 a 3. Nella foto qui sopra si riconoscono via del Circo Massimo, priva ancora del monumento a Giuseppe Mazzini, il Giardino degli aranci con il complesso dei Santi Bonifacio e Alessio e, sullo sfondo l’ex carcere minorile del San Michele con immediatamente dopo, l’attuale sede del Ministero della Pubblica Istruzione. Anche il roseto comunale deve ancora essere costituito: arriverà nel 1950.
Il 23 novembre 1938, sempre Mussolini inaugura la Mostra autarchica del minerale italiano: la rassegna aveva come obiettivo quello di celebrare i progressi italiani nello sfruttamento delle risorse minerarie del paese. Ogni padiglione era dedicato a un minerale. L’allestimento viene curato dagli architetti Vincenzo Monaco e Amedeo Luccichenti. La mostra si è tenuta fino al maggio 1939.
Dopo una Mostra della bonifica integrale (inaugurazione il 28 dicembre 1938), si decide di riconvertire l’intera struttura in Villaggio balneare.
Quegli impianti, dunque, furono finalizzati all’uso balneare: il Villaggio venne aperto al pubblico il 26 luglio 1939. Il cronista del “Giornale Luce” in un video sull’evento descrive: “la festosa apertura del Villaggio balneare al Circo Massimo, vasto complesso di attrazioni, svaghi, campi sportivi destinati alle masse sorto in brevissimo tempo nella zona già occupata dalla Mostra del Minerale”.
Oltre alle piscine (in numero di tre ricavate dalle fontane originarie più un solarium), ai campi da tennis e ai vari padiglioni, con servizi come ristorante, bar e persino barbiere, il Villaggio Balneare comprendeva anche campi per la pallacanestro, per la pallavolo, per il volano e tamburello, palla ribattuta, una pista per il pattinaggio e un cinema teatro da 2500 spettatori.
All’inaugurazione del Villaggio balneare del Circo massimo è legato un avvenimento storico: per l’occasione, infatti, si svolgono le prime prove di riprese televisive diffuse in Italia. Quel giorno stesso entra in funzione il trasmettitore televisivo Eiar (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) presso la stazione trasmittente di Monte Mario.
Il 13 ottobre di quello stesso 1939 il cinegiornale del regime mostra il video di un parco in stile africano e una mostra di prodotti dell’artigianato libico, definendola “una nuova attrattiva al Villaggio balneare al Circo Massimo”. Si tratta della ricostruzione di una casa coloniale “circondata da un suggestivo autentico scenario africano, dove non mancano un tucul intorno al quale si aggirano scimmie e gazzelle”. All’interno “è stata allestita una completa e interessante mostra di prodotti dell’artigianato libico, messi in vendita al pubblico”.
Le ultime notizie di una qualche attività dei padiglioni del Circo Massimo sono del 12 gennaio 1940 quando vi si tiene una riunione pugilistica nel corso della quale il campione italiano ed europeo dei pesi mosca Urbinati, batte il sassarese Matta per abbandono alla 11ma ripresa.

quarta-feira, 23 de junho de 2021

Praça Antônio Prado, 1952, São Paulo, Brasil

 


Praça Antônio Prado, 1952, São Paulo, Brasil
São Paulo - SP
Fotografia


À esquerda, com a entrada no canto chanfrado, o Banco de São Paulo. Projetado em 1935 pelo arquiteto Álvaro de Arruda Botelho e inaugurado em 1938, o edifício tombado pelo Condephaat é um importante símbolo do estilo art déco na cidade, mantendo detalhes da época, como os cofres particulares, os pisos e revestimentos. Um local belíssimo. À direita, o Palacete Martinico Prado; à frente, na esquina da Rua São Bento, o edifício do Banco do Brasil em construção e concluído em 1954.
No coração do antigo centro financeiro paulistano, sempre houve aglomeração nesta praça. Para diversos fins. Muitas décadas passadas, um prefeito incomodado com a multidão concentrada, simplesmente retirou os bancos do local. Justificou-se alegando que este seria um ponto de reunião de desocupados. Mal sabia o desinformado político que a maioria estava aguardando os resultados da loteria na loja existente ao lado. Atente para os elegantes e tradicionais postes de iluminação tipo 16 da Light.

Vista do Viaduto Jacareí, Bela Vista, 1953, São Paulo, Brasil

 


Vista do Viaduto Jacareí, Bela Vista, 1953, São Paulo, Brasil
São Paulo - SP
Fotografia


A imagem mostra o belo cenário existente antes da construção do Palácio Anchieta (inaugurado em 7/9/1969) a "casa própria" da perdulária Câmara Municipal de São Paulo — isto após ser "desalojada" do Palacete Prates 1 na Rua Líbero Badaró.

Vista do Centro a Partir da Cobertura do Edifício Mara, 1952, São Paulo, Brasil

 


Vista do Centro a Partir da Cobertura do Edifício Mara, 1952, São Paulo, Brasil
São Paulo - SP
Fotografia


Vista registrada por Aristodemo Becherini em 1952 — a partir da cobertura do Edifício Mara construído entre 1942-1944 na esquina das ruas Brigadeiro Tobias e Coronel Batista da Luz. Aprovado para ser um hotel para burlar o rígido Código de Obras Arthur Sabóia. Explico: os banheiros não tinham aberturas para a fachada e isto só era permitido para hotéis. O mesmo artifício foi empregado no belo Edifício Montreal, projeto do célebre arquiteto Oscar Niemeyer — erguido no período de 1951~1954 no entroncamento das avenidas Ipiranga e Cásper Líbero. Como se constata, as leis existem (para tudo) há décadas e para descumpri-las... dá-se um jeito! Ao fundo, os indefectíveis edifícios Martinelli (1934); Matarazzo (1938); Altino Arantes (1947) e a sede do Banco do Brasil que seria inaugurada em 1954. Vemos ainda, o Viaduto de Santa Ifigênia.

Colocação de Paralelepípedos, Rua Bresser com Rua Almirante Barroso, Década de 40, Bairro do Brás, São Paulo, Brasil


 

Colocação de Paralelepípedos, Rua Bresser com Rua Almirante Barroso, Década de 40, Bairro do Brás, São Paulo, Brasil
São Paulo - SP
Fotografia

A imagem mostra precária colocação de paralelepípedos na Rua Bresser, esquina com Rua Almirante Barroso, no bairro do Brás — onde aparece charrete com cavalo branco.

Centro Histórico, 1956, São Paulo, Brasil


 Centro Histórico, 1956, São Paulo, Brasil
São Paulo - SP
Fotografia


Cena registrada em 1956 — a partir do Edifício Barão de Iguape. Em 1º plano, a outrora agradável e arborizada Praça do Patriarca que não merecia aquela "estrovenga arquitetônica" que desde 2002 interfere na completa visão do Viaduto do Chá — preferível ver resgatada a Coluna Rostral (o popular Cabidão); relocado a estátua de José Bonifácio; preservadas as árvores e os tradicionais postes de iluminação tipo 16 da Light.
À frente, o cruzamento com a Líbero Badaró tendo à sua direita, os edifícios Conde de Prates (concluído em 1957) e o Caio Prado (de 1925); à esquerda, o Palácio Anhangabaú (de 1939), conhecido como Edifício Matarazzo. Ao fundo, na Praça do Patriarca, os prédios São Pedro e Glória.